La chioccia d’oro

C7P Chioccia di TeodolindaTra le leggende che circolano a Castel Trosino ce n’è una che parla di un favoloso tesoro introvabile dove sarebbe sepolta una chioccia d’oro con i pulcini tempestati di pietre preziose. La chioccia d’oro nell’epoca bizantino-longobarda era una tipica divinità casalinga e simboleggiava la famiglia e la relativa protezione matriarcale simbolo di rinascita. Per i contadini ed i naviganti la chioccia con i pulcini erano le Pleiadi, dette anche “gallinelle”.La leggenda da anche delle indicazioni su cosa fare una volta trovato il tesoro, non bisogna parlare durante gli scavi, non bisogna toccare il tesoro a mani nude e non bisogna raccontare del ritrovamento con nessuno altrimenti la pena è quella di perderlo e diventare pazzo. La chioccia con i pulcini d’oro si lega ad un’altra leggenda delle nostre zone infatti tra i canti popolari della festa dell’ Ascensione ce n’è uno che ricorda santa Polisia e allude all’uso dei pellegrini che, saliti sul monte , gettano pregando un sasso verso i dirupi, per sentire il rumore del telaio della santa: “Entro a ‘sto monte sta Polisia bella / insieme alla sua giovane donzella, / stanno tessendo su un telaio d’oro, / chioccia e pulcini intorno a loro; / il sole sorge e giù Polisia canta: / gitta la pietra e cogli l’erba santa”.

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