Il rifugio dei briganti

Nessun paese in territorio ascolano ha mai legato il corso della sua storia al brigantaggio come Castel Trosino. Il castello doveva essere un baluardo difensivo contro i nemici provenienti dal Regno di Napoli attraverso la Valle Castellana, ma fu spesso un rifugio per nemici interni che trovavano riparo all’interno delle sue solide mura. Alla fine del 400 per Ascoli ci fu un periodo di tregua alle lotte intestine e di conseguenza anche per Castel Trosino. I guai piu’ grossi dovevano ancora arrivare, Ascoli si trovo’ impelagata, suo malgrado, in un gioco di potere tra Francia, Venezia e Stato Pontificio per la conquista del Regno di Napoli. In questo periodo milizie francesi, soldati spagnoli, compagnie di ventura si diedero appuntamento nell’ascolano ai quali si univano all’uno o a l’altro i partigiani locali. Carestia, pestilenza e lotte intestine completavano il quadro. In questo terreno politico, economico e sociale si sviluppo il brigantaggio. Soldati affamati e stanchi di combattere trovarono rifugio nella Valle Castellana esercitando saccheggi e rapine ai danni delle popolazioni. L’audacia di questi briganti era tale che di notte penetravano all’interno della citta’ per rifornirsi di armi e cibo, aiutati dalle fazioni politiche locali. Castel Trosino divenne la base operativa dei briganti, il luogo sicuro per la ritirata e il punto di partenza per le loro scorribande. Gli abitanti erano costretti a sottostare alle angherie dei briganti ed inoltre nella repressioni succedutesi erano i primi a pagarne le conseguenze. Le autorità cittadine non sapevano cosa fare. Per sanare quella piaga ci volle tutta l’energia di un pontefice piceno, Sisto V il quale tanto per cominciare dopo essere stato eletto fece giustiziare pubblicamente alcuni briganti che si erano rifugiati a Roma sperando nella tradizionale amnistia. La prima Bolla Pontificia fu una dichiarazione di guerra al brigantaggio. Le autorità cittadine raccolsero l’ordine del Pontefice ed inviaro a Castel Trosino un commissario d’eccezione Pirro Antimo, con l’obbligo di sorvegliare anche le pendice della montagna dei Fiori. Il Capitano di Castel Trosino, oltre alla guerra in campo aperto, aggiunse un’altro accorgimento, poiche’ la montagna dei Fiori durante la bella stagione si riempiva di pastori e di greggi, pagava quest’ultimi perchè spiassero i banditi per poterli catturare con delle imboscate. Con la morte di Sisto V a fine 500 ed una carestia in tutto il Regno di Napoli si ebbe un rinvigorimento del brigantaggio che diede filo da torcere alle autorità cittadine fino ad un’amnistia di Papa Gregorio XII: i briganti deposero le armi ed accolsero l’invito del Pontefice ad arruolarsi per una guerra in Ungheria contro i Turchi. Il Papa per mettere al riparo il territorio invio un presidio permanete di trecento soldati Corsi, una parte dei quali si sistemarono a Castel Trosino rimanendoci per lungo tempo. Non si segnalarono più fenomeni di brigantaggio fno al XVIII secolo quando le truppe francesi occuparono le terre ascolane. Sara un brigantaggio politico che vedrà protagonisti i nostri montanari capeggiati dai loro preti i quali contrariamente agli ascolani non accettavano le idee giacobine ne’ le maniere violente degli invasori. Fu un generale piemontese, Pinelli, a mettere la parola fine al brigantaggio con tutti i mezzi possibili, bruciando villaggi, arrestando chiunque fosse in odore di banditismo. Ancora oggi sentiamo esclamare da qualche vecchio rivolgendosi a bambini chiassosi “è lu P’nelle” riferendosi proprio al generale che riporto’ ordine nella nostra terra.

Bibliografia: “Castel Trosino Passato e Futuro” a cura di Gino Vallesi

Canti tradizionali del Sud Italia: Brigante se more

Foto: https://www.flickr.com/photos/orarossa/

2 Replies to “Il rifugio dei briganti”

  1. Ciao, sono qui, online… da oggi!!
    …. ma mi prendo ancora qualche giorno di riposo, prima mi leggo tutto, poi ricomincio, tu hai scritto tantissimo! Credo che cercherò anche questo libro di Vallesi, testo ricco e dettagliato! ciao! 🙂

  2. ciao ben tornata. Per il libro di Vallesi penso che sia un po’ difficile trovarlo perche’ è esaurita anche la seconda edizione. Comunque sul mio blog c’e’ molto del libro. ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.