Castel Trosino al Metropolitan Museum of Art di New York

Le caciare a tholos

Caciara

La transumanza ha rappresentato per secoli una caratteristica dell’Italia appenninica. Greggi di pecore attraversando i territori di Marche, Abruzzo, Molise arrivavano fino al tavoliere della Puglia. Le greggi, attraverso i “tratturi” venivano condotte, nelle zone fresche della Montagna dei Fiori sopra Castel Trosino per poi essere nuovamente spostate agli inizi dell’autunno. Unica testimonianza di quell’epoca sono le “caciare” o capanne a tholos. Le caciare sono costruzioni in pietra a base sferica dove i pastori lavoravano, conservavano i formaggi e si riparavano per dormire. Sopra a Castel Trosino nelle vicinanze della strada frangifuoco si trova la caciara della foto qui sopra.

Foto Carlo Lanciotti

L’acquedotto romano di Castel Trosino

Un acquedotto romano lungo 2500 mt. con una pendenza dell’1% convogliava l’acqua salmacina in Ascoli Piceno. Il condotto segue la sponda sinistra del fiume Castellano ed è scavato in parte nella roccia e in parte nel terreno. Il cunicolo si snoda in direzione nord-sud, con la base di 70 cm e l’altezza massima di 145 cm con soffitto a botte, le pareti sono realizzate in opus incertum , le murature sono legate da malta di calce e sabbia. Lungo le pareti sono presenti incrostazioni di calcare dovuto al deposito delle acque fino ad una altezza di 60 cm. I resti dell’acquedotto sono visibili vicino alla diga della centrale ENEL.

Passeggiare fra profumi e colori: il finocchio selvatico.

Finocchio selvatico

Finocchio: dal latino fenuculu(m) o feniculu(m), diminutivo di fenum “fieno”, ad indicare una pianta dalle foglie sottili, come il fieno. È una pianta erbacea biennale o perenne, rustica, vigorosa, amante delle esposizioni soleggiate, che può svilupparsi anche fino a quasi due metri di altezza, con foglie suddivise in sottili filamenti, di un bel verde-azzurro, che le conferiscono un aspetto leggero ed aggraziato. Nella nostra zona è famoso per aromatizzare la salamoia delle olive ascolane. Gli osti di una volta facevano assaggiare il vino offrendo ai clienti biscotti con il finocchio, il cui aroma migliora il sapore del vino e ne copre i difetti: da ciò è derivato il significato, ancora attuale, del termine “infinocchiare”.
Il finocchio è stato considerato in passato quale simbolo di forza (veniva consumato dai gladiatori col quale anche si cingevano la testa).
Probabilmente perché con le sue foglie si adornavano il capo gli adepti del Dio frigio dell’estasi, della salute e del vino, Sabazios, dedito a culti licenziosi che incoraggiavano l’omosessualità, il suo nome viene usato per indicare la persona omosessuale.

La poesia d’amore nel canto popolare: l’amore rifiutato.

L’amore rifiutato

‘Nu giuvenitte m’è date ‘nu fiore
e può me ditte se lu vogghie amare:
i’ ghie ho ditte de no, mamma non vòle.

Un giovanotto mi ha donato un fiore
e mi ha detto se lo volevo amare
gli ho risposto di no perche’ mamma non vuole

Tratta da “Vita Popolare Marchigiana”, stornelli di Castel Trosino

L’oro di Castel Trosino

Necropoli altomedioevale di Castel Trosino - Ascoli Piceno

Ho scovato girando per siti altri reperti custoditi al Metropolitan Museum of Art di New York oltre quelli già segnalati in un precedente post.

L’oro di Castel Trosino

Necropoli altomedioevale di Castel Trosino - Ascoli Piceno

Un’altro pezzo relativo alla necropoli altomedioevale, scavata alla fine dell’ottocento in località Santo Stefano a pochi passi dal centro storico di Castel Trosino. Continuo a pubblicare foto degli ori di Castel Trosino per dare a tutti la possibilità di ammirare la bellezza di questi manufatti con la speranza che presto potremmo vederli nel museo di Ascoli Piceno.

Le fate dell’autunno

Autunno a Castel Trosino

Le fate dell’autunno intrecciano tappeti di foglie per la principessa del ghiaccio.

Con questo pensiero in testa mi sono tuffato nell’autunno, a passeggiare nei boschi di Castel Trosino. Il cielo era sereno, un’azzurro cristallino contornava il paesaggio. Una leggera brezza accarezzava le foglie degli alberi che cadevano tutte intorno cospargendo il sentiero di un tappeto colorato.

La poesia d’amore nel canto popolare:il sole, la luna, le stelle.

14.jpg

Quanne nasciste tu, bella bambina,
era presente lu sole e la luna.
Iè nata sotto l’ombra de li stelle:
voi siete la regina de li belle.

Quando nascesti tu bella fanciulla
erano presenti il sole e la luna.
Sei nata sotto l’influsso delle stelle:
tra tutte le fanciulle belle, voi siete la regina.

Passeggiare fra profumi e colori: caprifoglio selvatico

Proseguiamo il nostro viaggio attraverso i colori ed i profumi nella terra di Castel Trosino:

Caprifoglio
Il Caprifoglio (Lonicera Caprifolium), da noi chiamato “Manine della Madonna”, e’ un piccolo cespuglio rampicante tipico della macchia mediterranea. Passeggiando tra i boschi veniamo attratti da un profumo piacevole ed intenso e scorgiamo i fiori rosa-bianco del caprifoglio come festoni sugli alberi. Le foglie hanno un colore verde scuro. Le nostre nonne mettevano i fiori di caprifoglio nella camera da letto delle fanciulle per favorire sogni d’amore.

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Castel Trosino, terra d'incanto

Castel Trosino (42°49′20.51" N 13°33′5.48″ E) e’ un borgo antico, un posto magico, prezioso, dove si arriva per riaddestrare i nostri sensi perduti a passo con il tempo accompagnati dal fruscio del vento sulle foglie, dallo scorrere dell’acqua sulle pietre, dall'odore dell'essenze dei boschi. Una terra preziosa, colorata, profumata da racchiudere nello scrigno della memoria.
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